Analisi tecnica sul guasto del sensore giri albero motore (CKP) e del sensore fase (CMP): spegnimento improvviso a caldo, codici OBD-II P0335 e P0340, prove con multimetro e oscilloscopio, costi di sostituzione.
Ci sono guasti che si annunciano con giorni di preavviso — una spia che lampeggia, un rumore che cresce — e guasti che invece colpiscono senza alcun sintomo premonitore, nel traffico, in autostrada, al semaforo. Il cedimento del sensore giri albero motore appartiene quasi sempre a questa seconda categoria.
Il sensore CKP (Crankshaft Position Sensor) legge, tramite una ruota dentata solidale all’albero motore chiamata ruota fonica, la posizione angolare esatta e la velocità istantanea di rotazione del motore: senza questo dato, la centralina non sa più quando comandare l’iniezione e la scintilla, e il motore si arresta nel giro di una frazione di secondo. Chi digita sensore giri motore guasto sintomi lo fa quasi sempre dopo aver vissuto in prima persona lo spavento di un’auto che si spegne da sola, magari proprio mentre si stava sorpassando o percorrendo una galleria.
Questa guida analizza nel dettaglio i sintomi del guasto al sensore giri e al sensore fase, il fenomeno specifico dello spegnimento a motore caldo, i codici diagnostici P0335 e P0340, le prove di laboratorio con multimetro e oscilloscopio, e i costi reali di sostituzione con ricambio originale o equivalente di primo impianto.
Sensore Giri Motore Guasto Sintomi: Spegnimento a Caldo, Mancato Avviamento e Spia Motore
Il quadro sintomatico di un sensore CKP o CMP in fase di cedimento è spesso subdolo, perché nelle fasi iniziali il guasto si manifesta in modo intermittente, rendendo la diagnosi più complessa rispetto a un’avaria costante e ripetibile:
- Spegnimento improvviso del motore in marcia, senza alcun segnale premonitore percepibile dal conducente, tipicamente dopo un tratto di guida prolungato che ha portato il vano motore a temperatura di esercizio.
- Mancato riavvio immediato a caldo: il motorino di avviamento gira regolarmente, ma il motore non parte, perché la centralina non riceve alcun segnale di riferimento sulla posizione dell’albero e nega il consenso avviamento per motivi di sicurezza del sistema.
- Spia motore accesa in modo intermittente, che può anche spegnersi da sola una volta che il componente, raffreddandosi, torna temporaneamente entro i parametri elettrici corretti.
- Minimo instabile o strappi saltuari, nella fase iniziale del degrado, quando il segnale del sensore inizia a presentare disturbi elettrici senza ancora interrompersi del tutto.
- Difficoltà di avviamento a freddo, meno frequente ma possibile su alcune architetture, quando il problema riguarda un cablaggio danneggiato più che il sensore stesso.
Un dettaglio tecnico da non sottovalutare: quando il sensore fase (CMP) perde il segnale mentre il sensore giri (CKP) continua a funzionare, la centralina può trovarsi priva del segnale di sync iniezione-accensione necessario a sapere in quale fase del ciclo motore (aspirazione, compressione, scoppio, scarico) si trova ciascun cilindro.
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Il risultato pratico, quando il guasto non è totale ma solo degradato, è spesso indistinguibile da una mancata accensione di cilindro vera e propria: l’argomento è approfondito nella guida Mancata Accensione Cilindro: Spia Motore Lampeggiante e Costi, utile per non confondere le due diagnosi.

Auto si Spegne da Calda e non Riparte: Perché il Problema Sparisce Quando il Motore si Raffredda
Il caso più frustrante, per l’automobilista e spesso anche per il tecnico alle prime armi, è quello descritto dalla ricerca “auto si spegne da calda e non riparte“: il veicolo si arresta dopo un tratto di guida prolungato, non riparte sul momento, ma dopo un periodo di sosta di alcuni minuti o alcune ore riparte come se nulla fosse accaduto — salvo ripetere lo stesso comportamento al successivo tragitto lungo.
La spiegazione tecnica risiede nella dilatazione termica dei componenti interni del sensore. Un sensore CKP o CMP che presenta una micro-frattura interna nell’avvolgimento, una saldatura indebolita o un degrado dell’isolante elettrico può continuare a funzionare correttamente a temperatura ambiente, quando i materiali sono nelle loro dimensioni nominali.
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Con l’aumento di temperatura del vano motore durante un utilizzo prolungato, la dilatazione termica differenziale tra i materiali interni del sensore allarga leggermente quella micro-frattura fino a interrompere completamente il circuito elettrico: il segnale sparisce, e con esso la capacità della centralina di gestire il motore.
Al raffreddamento, i materiali si ritraggono, la frattura si richiude quel tanto che basta a ristabilire un contatto elettrico instabile ma sufficiente, e il motore torna ad avviarsi normalmente — fino al prossimo ciclo termico. È esattamente questo comportamento intermittente e apparentemente inspiegabile a rendere il guasto al sensore giri uno dei più difficili da diagnosticare “a vista” senza una prova strumentale mirata, e purtroppo anche uno dei più soggetti a diagnosi affrettate e sostituzioni di componenti sani per tentativi in officine poco specializzate.
Pericolo in strada: cosa fare se il motore si spegne improvvisamente durante la marcia
Lo spegnimento improvviso del motore in movimento non elimina solo la trazione: interrompe anche il funzionamento della pompa del servosterzo idraulico o dell’assistenza elettrica, e soprattutto azzera progressivamente la riserva di depressione o pressione del servofreno, rendendo la frenata via via più dura e meno efficace dopo le prime pompate.
In questa situazione: mantenere salda la presa sul volante, che diventerà più pesante da manovrare; portare gradualmente il veicolo verso la corsia di emergenza o il margine della carreggiata sfruttando l’inerzia residua; azionare le quattro frecce immediatamente; frenare con decisione anticipando che la corsa del pedale sarà più lunga e la forza richiesta maggiore. Una volta in sicurezza, non tentare ripetuti avviamenti a vuoto: se il motore si è spento per un cedimento del sensore, un consenso di avviamento negato è un comportamento voluto dalla centralina, non un guasto casuale da forzare.
Uno spegnimento improvviso durante la guida può inoltre sollecitare in modo anomalo il sistema di sterzo assistito elettrico, specialmente nella fase di transizione tra alimentazione normale e mancanza di consenso: un fenomeno correlato descritto nella guida Guasto Servosterzo Elettrico EPS: Spia Volante Rossa, Sintomi e Costi.
Codici Errore Diagnosi OBD: P0335 e P0340 Spiegati dal Meccatronico
Codice Errore P0335 P0340 Sensore Fase: le Differenze
La distinzione tra i due sensori, spesso confusi dagli automobilisti non addetti ai lavori, è la prima chiave di lettura corretta per chi cerca codice errore p0335 p0340 sensore fase:
- Sensore CKP — posizione albero motore (albero gomito): legge la ruota fonica solidale all’albero motore, fornendo alla centralina il dato primario di velocità e posizione rotazionale. È il sensore indispensabile in assoluto: senza il suo segnale, il motore non gira e non si avvia.
- Sensore CMP — posizione albero a camme (sensore di fase): legge una ruota fonica più piccola, solidale all’albero a camme, che gira a metà della velocità dell’albero motore nei motori a quattro tempi. Il suo compito è dire alla centralina “in quale metà del ciclo” si trova il motore, distinguendo la fase di compressione da quella di scarico per cilindri che, dal solo punto di vista dell’albero motore, si troverebbero nella stessa posizione angolare.
| Codice | Descrizione tecnica | Componente coinvolto |
|---|---|---|
| P0335 | Circuito sensore A posizione albero motore — malfunzionamento | Sensore CKP, cablaggio o connettore associato |
| P0336 | Range/Prestazioni circuito sensore albero motore fuori tolleranza | Sensore CKP con segnale presente ma degradato, ruota fonica danneggiata |
| P0340 | Malfunzionamento circuito sensore posizione albero a camme | Sensore CMP, cablaggio, o errore di fasatura meccanica (distribuzione) |
Un punto tecnico su cui il meccatronico esperto pone sempre grande attenzione: il codice P0340 non indica automaticamente un sensore CMP guasto in senso elettrico.
Può derivare anche da un errore nei punti di fasatura meccanica, tipicamente dopo un intervento sulla distribuzione (cinghia o catena) eseguito senza rispettare correttamente i riferimenti di fasatura tra albero motore e albero a camme. In questo scenario, il sensore stesso è perfettamente sano, ma legge una posizione angolare incoerente rispetto a quella attesa dalla centralina, generando lo stesso identico codice di errore di un guasto elettrico reale. Distinguere le due cause è essenziale prima di sostituire un componente che non ha alcuna colpa.
Sensore Induttivo a Due Fili vs Sensore ad Effetto Hall a Tre Fili
Dal punto di vista costruttivo, i sensori di giri e fase si dividono in due famiglie con principi di funzionamento e metodi diagnostici differenti:
- Sensore induttivo a due fili: genera un segnale elettrico autonomamente, per effetto della variazione di riluttanza magnetica creata dal passaggio dei denti della ruota fonica davanti a una bobina con nucleo magnetico permanente. Non richiede alimentazione esterna e si verifica principalmente misurando la resistenza in Ohm (Ω) dell’avvolgimento interno con un multimetro, confrontando il valore letto con quello di specifica del costruttore.
- Sensore ad effetto Hall a tre fili: richiede un’alimentazione dedicata dalla centralina e restituisce un segnale a onda quadra digitale, pulito e stabile anche a bassissimo regime, a differenza del sensore induttivo il cui segnale si indebolisce proporzionalmente al calare della velocità di rotazione. La verifica corretta di questo tipo di sensore richiede necessariamente un oscilloscopio diagnostico, l’unico strumento in grado di mostrare la reale qualità e stabilità dell’onda quadra generata, incluse eventuali interruzioni intermittenti impossibili da rilevare con un multimetro in un singolo istante di misura.
Proprio la natura intermittente di molti guasti da dilatazione termica rende l’oscilloscopio lo strumento diagnostico di elezione: un multimetro fotografa un solo istante, mentre l’oscilloscopio permette di osservare il segnale in modo continuativo anche riscaldando artificialmente il sensore con un termoventilatore, riproducendo in officina le stesse condizioni che generano il guasto su strada.
Costo Sostituzione Sensore Albero Motore Bosch: Prezzi Ricambio e Manodopera
Il costo sostituzione sensore albero motore bosch dipende da tre variabili principali: la tipologia di ricambio, l’accessibilità fisica del componente e l’eventuale necessità di ulteriori verifiche dopo il montaggio.
- Ricambio originale del costruttore: costo più elevato, ma massima corrispondenza garantita con le specifiche elettriche e meccaniche previste dalla centralina, particolarmente importante sui sensori ad effetto Hall più sensibili a tolleranze di traferro (distanza dalla ruota fonica) non perfettamente rispettate.
- Ricambio equivalente di primo impianto (Bosch, Hella e simili): costo generalmente più contenuto a parità di qualità costruttiva, prodotto dallo stesso fornitore che equipaggia la fabbrica in origine su molte marche e modelli.
- Manodopera: variabile in modo significativo in base alla posizione del sensore. Il sensore CKP, spesso montato in una zona facilmente accessibile del basamento, richiede tempi di intervento contenuti; il sensore CMP, posizionato in prossimità della testata o della distribuzione, può richiedere lo smontaggio di coperture o componenti accessori, con un impatto maggiore sulla manodopera.
| Caratteristica | Sensore CKP (giri albero motore) | Sensore CMP (fase albero a camme) |
|---|---|---|
| Posizione tipica | Basamento motore, in prossimità della ruota fonica sul volano o sulla puleggia | Testata motore, in prossimità dell’albero a camme o della distribuzione |
| Codici OBD tipici | P0335, P0336 | P0340 |
| Sintomo in caso di guasto totale | Motore che non si avvia e non gira in alcuna condizione | Avviamento più lungo del solito, o funzionamento irregolare senza spegnimento totale su molte architetture |
| Sintomo in caso di guasto intermittente | Spegnimento improvviso a caldo, come descritto in questa guida | Perdita di potenza, minimo instabile, comportamento simile a un misfire |
| Costo indicativo ricambio + manodopera | Contenuto, accesso generalmente agevole | Variabile, può salire per accessibilità limitata sulla testata |
Va ricordato che un guasto elettrico intermittente di questo tipo può manifestarsi anche in presenza di problemi più ampi legati alla tensione di bordo: connessioni di massa ossidate o un impianto batteria non più efficiente possono generare cadute di tensione che, sommate a un sensore già al limite della propria tolleranza, ne accelerano il cedimento. L’argomento è trattato nella guida Start & Stop e Batteria: Perché si Rompe Davvero e Quanto Costa Ripararla. Allo stesso modo, spegnimenti anomali e ripetuti possono alterare temporaneamente la lettura dei parametri di scarico, sonda lambda compresa, come descritto nella guida Sonda Lambda Guasta: Consumi Alti, Spia Motore e Costi.
Su veicoli usati ancora coperti da garanzia commerciale, la sostituzione di sensori elettronici come CKP e CMP rientra tipicamente tra le componenti elettriche ed elettroniche coperte da contratto: le condizioni specifiche sono approfondite nella guida Garanzia Auto Usate: Chi Paga in Caso di Guasto?.
Domande Frequenti sul Sensore Giri Motore
Si può far ripartire l’auto spingendola con il sensore giri guasto?
No. La spinta manuale o il traino in folle possono far girare l’albero motore, ma senza un segnale valido dal sensore CKP la centralina non riceve comunque alcun dato di posizione e velocità, e non può quindi comandare correttamente iniezione e accensione. Il tentativo non produce alcun risultato utile e non va confuso con l’avviamento a spinta di un motore con problemi diversi, come una batteria scarica.
Dove si trova il sensore giri motore?
Il sensore CKP è generalmente montato sul basamento motore, in prossimità della ruota fonica solidale al volano motore o alla puleggia dell’albero motore, in una posizione che ne permette la lettura diretta dei denti della ruota fonica durante la rotazione.
Qual è la differenza tra sensore induttivo e sensore ad effetto Hall?
Il sensore induttivo a due fili genera autonomamente il proprio segnale per variazione di riluttanza magnetica e si verifica principalmente misurando la resistenza in Ohm dell’avvolgimento. Il sensore ad effetto Hall a tre fili richiede un’alimentazione esterna e restituisce un segnale digitale a onda quadra più stabile, verificabile in modo affidabile solo con un oscilloscopio diagnostico.
Il guasto al sensore giri fa spegnere anche gli accessori elettrici dell’auto?
No, il guasto riguarda esclusivamente il segnale che la centralina motore utilizza per gestire iniezione e accensione. Gli accessori elettrici alimentati direttamente dalla batteria (luci, alzacristalli, climatizzatore) restano generalmente funzionanti anche a motore spento per questo guasto specifico.
Conviene sostituire insieme sensore CKP e CMP anche se solo uno risulta guasto?
Non è una regola generale, ma va valutata caso per caso in base a chilometraggio, età del componente non ancora sostituito e affidabilità storica del modello specifico di veicolo. In presenza di un guasto intermittente difficile da riprodurre in officina, alcuni meccatronici esperti considerano la sostituzione preventiva dell’altro sensore, soprattutto se di pari età e già soggetto agli stessi cicli termici, per evitare un secondo intervento a breve distanza.
Conclusione: Vademecum Pratico per Non Rimanere Bloccati in Autostrada
Il rischio più concreto legato a un sensore giri motore guasto sintomi non ancora completamente manifesti è quello di sottovalutare segnali intermittenti — un minimo che vibra saltuariamente, uno spegnimento isolato mai più ripetuto, una spia motore che si accende e si spegne da sola — confondendoli con episodi occasionali senza rilevanza.
Il vademecum pratico corretto prevede:
- Non ignorare mai uno spegnimento del motore avvenuto senza causa apparente dopo un tratto di guida prolungato, anche se il riavvio successivo è avvenuto senza difficoltà.
- Richiedere sempre una diagnosi con oscilloscopio, non solo con la lettura del codice di errore in centralina, per i guasti a comportamento intermittente legato alla temperatura.
- Verificare, in presenza di codice P0340, sia lo stato elettrico del sensore CMP sia la corretta fasatura meccanica della distribuzione, specialmente se il codice è comparso dopo un recente intervento sulla cinghia o catena di distribuzione.
- Programmare la sostituzione preventiva del componente non appena il guasto viene confermato, senza attendere un secondo episodio che potrebbe verificarsi in un contesto di guida molto meno sicuro, come un sorpasso in autostrada.
Affrontare un sensore giri motore guasto sintomi con questo metodo, anziché con sostituzioni a tentativi o rimandando l’intervento nella speranza che “non si ripeta”, è l’unico modo per trasformare una riparazione pianificabile in officina in un problema risolto prima che diventi un’emergenza da gestire sul ciglio della strada.














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2 risposte a “Sensore Giri Motore Guasto: Auto si Spegne da Calda e Costi”
[…] Sensore Giri Motore Guasto: Auto si Spegne da Calda e Costi […]
[…] Il segnale di riferimento dell’albero motore, complementare a quello del sensore di fase per la corretta gestione dell’iniezione e dell’accensione, è trattato nel dettaglio in Sensore Giri Motore Guasto: Auto si Spegne da Calda e Costi. […]